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gianlucamantoani.blog

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Sono di Torino, classe 1968, cerco spazi liberi. regole condivise, equità. Scrivo poesie, tengo un blog che si chiama.... gianlucamantoani.blog 🌉 bridged from ⁂ mastodon.uno/@gianlucamantoani, follow @ap.brid.gy to interact

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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 11/10/2026
gianlucamantoani.blog/2026/10/11/la… #cittadinanzadigitale #presenza
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 08/10/2026
Perseverance. La dea della democrazia "Guardare la democrazia con gli occhi del designer significa accorgersi che nulla, in essa, è neutro." gianlucamantoani.blog/2026/10/08/pe…
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Oloap :mastodon: :proton: @paoblog.mastodon.uno.ap.brid.gy · 06/10/2026
"Gli atomi di Lucrezio sono tra di noi Contro la paura e la farsa, il pensiero modernissimo del poeta e filosofo romano come antidoto e compagno di viaggio per una nuova avventura della conoscenza" lucrezio.eu/articoli/gli-atomi-di-l… @cultura @scienza
lucrezio.eu
Gli atomi di Lucrezio sono tra di noi
Gli atomi di Lucrezio sono ancora qui, tra di noi. Forse non quelli del suo corpo materiale, ma certamente quelli della sua mente. Vagano pressoché inascoltati…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 06/10/2026
Le immagini costruiscono il mondo Le immagini costruiscono il mondo, non lo illustrano. Questo è il punto rilevante dell'evento al quale ho partecipato domenica 4 ottobre 2026, presso il Centro di Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che è stata per me una scoperta entusiasmante […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 05/10/2026
Dio è come il gatto di Schrödinger: sia dentro che fuori dalla valigia
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 05/10/2026
Broken. Potere del frammento Broken. Il potere del frammento rimanda alle ragioni che separano la parte dal suo intero, il danno, la calamità, la perdita, la vendetta, la dimenticanza, il recupero... gianlucamantoani.blog/2026/10/05/br…
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Broken. Potere del frammento
A **Palazzo Strozzi** c’è una mostra straordinaria. Mi è capitato di vederla sabato scorso, durante una passeggiata per Firenze baciata dal caldo – tanto anomalo quanto gradevole – di questo morbido inizio d’ottobre; molto più tarda estate che primo autunno. **_Broken. Il_** _**potere del frammento**_ rimanda alle ragioni che separano la parte dal suo intero, il danno, la calamità, la perdita, la vendetta, la dimenticanza, il recupero che isolano il frammento e lo inseriscono in nuovi contesti di significato. Il tempo, la guerra, l’oblio, le catastrofi, i problemi tecnici, le sperimentazioni, le rivolte, i cambiamenti, tutte le forze naturali e sociali che agiscono sui materiali e finiscono per consegnare allo sguardo _parti di materia_ , capaci di andare oltre l’intero del quale hanno smesso di essere parte, per farsi traccia di nuove reti di significato. la locandina della mostra _**Broken. Il potere del frammento**_ è una mostra organizzata dalla **Fondazione Palazzo Strozzi,** **Firenze** , e dalla **National Gallery of Art, Washington** , dove sarà presentata in una versione rinnovata dal 3 marzo al 27 giugno 2027. É curata da **C.D. Dickerson III,** direttore del Center for Advanced Study in the Visual Art, e da **Andrew Sears** , assistant curator of northern European paintings, entrambi della National Gallery of Art, in collaborazione con **Arturo Galansino,** Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. I frammenti inclusi nel progetto attraversano epoche e geografie molto diverse: dalle antiche civiltà della Mesoamerica e del Mediterraneo, fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perú e Cambogia, oltre a comprendere lavori parti di lavoro di importanti scultori come Giovannetti, Pisano, Rodin e Canova Il percorso esplora il ruolo delle forze politiche e di quelle naturali nella definizione dei _frammenti_ e guarda alle ricomposizioni, al riuso e alle estetiche contemporanee del frammento per esplorarne le possibilità. ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * ### Mi piace: Mi piace Caricamento in corso… * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 02/10/2026
La poetica della memoria di Mildred Howard Poetiche della Memoria" invita ad esplorare il mondo poetico di Howard, stimolando chi visita a riflettere sull'interconnessione tra la memoria personale e la storia collettiva […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 01/10/2026
𝗠𝗲𝗲𝘁 𝘁𝗵𝗲 𝗔𝘂𝘁𝗵𝗼𝗿𝘀 🔷 del quarto numero cartaceo di 𝗡𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗻𝗴𝗮𝘀𝘀𝗲, «𝗟𝗮 𝗠𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲», in uscita il 𝟯𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲. Oggi vi presentiamo 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗹𝘂𝗰𝗮 𝗠𝗮𝗻𝘁𝗼𝗮𝗻𝗶, presente nel numero con «𝗟𝘂𝗸𝗮𝘀𝗮». Torinese, laureato in lettere, è cultore della materia in Antropologia culturale […] [Original post on mastodon.uno]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 30/09/2026
NAZA Il silenzio in sala, quando si sono spente le luci, era irreale, totale; quasi solido. In continuità con questa sospensione notturna sul lato della platea, il film ti trasporta nella notte di Tel Aviv, sui tetti di diversi fabbricati, ed entra in argomento facendosi spazio nel buio, senza […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 29/09/2026
Ruta Orwell, su Masticadores Fra quei volontari c’era l’antifascista e anarchico trentino Emmerico Boso, fuoriuscito in Savoia fin dal 1930, che si teneva in contatto con il fuoriuscitismo antifascista savoiardo e ginevrino... gianlucamantoani.blog/2026/09/29/ru…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 27/09/2026
NIEDENGASSE, Prato 4/10/2026 Appuntamento domenica 4 ottobre ore 18, al Centro Pecci di Prato, per la presentazione della rivista NIEDENGASSE L'incontro si lega al progetto 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲, a cura di 𝗦𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗲 𝗦𝘁𝗲𝗳𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗭𝗮𝗺𝗽𝗶𝗴𝗮. Ci saranno gli interventi e le letture di autori e autrici della […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 27/09/2026
Non so trovare un modo diverso per definire quest'uomo, quel che pensa e che rappresenta, se non: nemico. Ci deve parlare purtroppo, si deve per forza negoziare con ente così, perché sono ricchi e potenti. Ma questi sono nemici. Ci ho provato eh... Ma niente […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 27/09/2026
La Biblioteca della Tenda Tutto è partito dalla ricerca quotidiana di legna da ardere per cucinare e riscaldarsi, ed è culminato nella creazione di una “biblioteca della tenda”, per recuperare i libri rimasti sepolti sotto le macerie. La passione di Nevin al-Gharabli per la lettura, che […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 26/09/2026
Seéz, agosto 1940 Fischiano, come chi dice al legno: «svegliati» i freni della corriera divisa, sguardo, documenti Scendere. [...] gianlucamantoani.blog/2026/09/26/se…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 26/09/2026
Piuttosto che parlare delle condizioni in cui si trovano le aule che ospitano bambini e ragazzi, del caldo insopportabile, della pioggia che entra, dei bidelli che non bastano per pulire e degli insegnanti di ruolo che mancano, dello stipendio di quelli che ci sono... un bel decreto sugli […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 23/09/2026
peertube.uno/w/oZvEctNNJPSCirUTspsh…
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Perché ti danno l’AI gratis? La verità da 725 miliardi, l'economia dell'intenzione
Perché Google, Microsoft e OpenAI stanno bruciando 725 miliardi di dollari in infrastrutture AI per darti tutto “gratis”? La risposta non è solo la tua attenzione. È qualcosa di più profondo: la tu...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 23/09/2026
Amin Maalouf, Il periplo di Baldassarre, 2022 (ed. orig Grasset, 2000) ...l'insensatezza è il principio maschile della Storia". (pag.176)
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 21/09/2026
Una lezione importante. La gente che lavora, che sta in affitto, o paga il mutuo, che arriva a stento a fine mese, che fa fatica a curarsi, non vota a destra se le dai ragioni concrete per non farlo. Chissà che anche nel "campo largo" non cresca qualche pianta popolare […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 18/09/2026
pixelfed.uno/p/devol/99853609292773…
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🇪🇺 La posizione di Devol sulla #SovranitàDigitale e sulle recenti pressioni statunitensi La recente decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nei confronti di Autistici/Inventati segna un passaggio che non possiamo considerare marginale: per la prima volta viene colpita direttamente un'infrastruttura digitale italiana indipendente, accusata da Washington di fornire servizi tecnologici a soggetti che gli Stati Uniti considerano terroristi: https://devol.it/autistici-inventati-quando-colpire-linfrastruttura-significa-colpire-la-liberta-digitale/ ⚠️ Non possiamo più dipendere da chi può spegnerci, da anni Devol lavora esattamente nella direzione di indipendenza attraverso https://servizi.devol.it costruiamo e manteniamo infrastrutture utilizzate quotidianamente da migliaia di persone, basate su software libero, decentralizzazione, interoperabilità e controllo diretto dell'infrastruttura. La vicenda #AutisticiInventati è una realtà con cui siamo solidali nella difficoltà ma domani, se questo principio dovesse estendersi, potrebbe riguardare qualsiasi altra infrastruttura indipendente che offra servizi a persone o organizzazioni considerate scomode da una potenza straniera, inclusi i servizi #Devol. 🛡️ La sovranità digitale per noi significa concretamente: 🇪🇺 infrastrutture europee 🐧 software libero e verificabile 🌐 protocolli aperti e decentralizzati 💶 minore dipendenza dai sistemi finanziari stranieri 🔐 privacy e comunicazioni sicure È questa la ragione per cui promuoviamo il Digital Independence Day: https://fedimedia.it/a-novembre-arriva-in-italia-il-primo-digital-independence-day/ non vogliamo semplicemente denunciare la dipendenza tecnologica europea. Vogliamo costruire le alternative. Le infrastrutture indipendenti non possono essere lasciate sole, dobbiamo sostenere economicamente e politicamente chiunque costruisca alternative: 👉 Scopri e sostieni i servizi Devol da qui: https://servizi.devol.it @internet@diggita.com
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 17/09/2026
"Come hanno chiarito in modi diversi Primo Levi , Hannah Arendt , Umberto Eco , Sarah Churchwell e Jason Stanley, [...] Il fascismo non ha mai posseduto un'unica forma istituzionale. Cambia linguaggio, tecnologie, stili culturali e modalità di legittimazione a seconda delle circostanze storiche […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 16/09/2026
Un saggio francese ha scritto un giorno che i soldi non fanno la felicità, però consentono di acquistare del buon formaggio, che é un'ottima approssimazione. Fra le migliori a disposizione . In fotografia una selezione di sei formaggi del Vincafè di Alba ( […] [Original post on mastodon.uno]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 15/09/2026
Panteraleone Intorno alla laguna parlano le madri i tamburi la fortuna dei pescatori. con voci di montagna e di foresta parlano di guarigioni e di buona pesca. gianlucamantoani.blog/2026/09/15/pa…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 14/09/2026
Domenica 13 settembre c’è stato l’open day del Centro Sabir di via Dego 6 a Torino. Non soltanto un riavvio di attività dopo le vacanze estive, ma un vero e proprio manifesto di cittadinanza attiva gianlucamantoani.blog/2026/09/14/op…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 12/09/2026
Strano che il governo italiano, così attento al tema della sovranità, non veda il problema sul suo lato digitale Svizzera, al via il progetto per ridurre la dipendenza da Microsoft: 3.000 PC in fase di prova - Zeus News www.zeusnews.it/n.php?c=32464
zeusnews.it
Svizzera, al via il progetto per ridurre la dipendenza da Microsoft: 3.000 PC in fase di prova
Il test servità per valutare il passaggio da Microsoft 365 a soluzioni open source. (ZEUS News)
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 09/09/2026
UAE warned Benjamin Netanyahu over major Hamas attack days before October 7 | The Jerusalem Post www.jpost.com/israel-news/defense-n… Fine settembre 2023, il Presidente degli Emirati chiama Netanyahu e lo avverte che Hamas sta pianificando una grossa operazione contro […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 07/09/2026
Attenzione seconda #poesia. #poetry gianlucamantoani.blog/2026/09/07/at…
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Attenzione seconda
Dal piedistallo del sogno, l’orma del messaggero il reperto di una visita Ombra rappresa, di radicale alteritá. * * * Immagine: maschera d’argilla cruda, settembre 2026 * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 06/09/2026
Messageri Sono messaggeri, maschere salgono dalla terra guardano non visti senza vedere gianlucamantoani.blog/2026/09/07/me…
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Messageri
Sono messaggeri, maschere salgono dalla terra guardano non visti senza vedere. Salgono messaggeri della terra. Maschere. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 06/09/2026
Banca Etica chiude definitivamente il conto a A/I | Radio Onda Rossa www.ondarossa.info//redazionali/202…
ondarossa.info
Banca Etica chiude definitivamente il conto a A/I
Con l'ex Direttore di Banca Etica commentiamo il comunicato di A/I in cui rendono pubblica la decisione di Banca Etica di chiudergli definitivamente il conto. Una decisione inaccettambile di cui non c'era bisogno, commenta Messina. Qui il comunicato di A/I https://keepitfree.ai/it/announcements/banca-etica-sequestra-i-fondi-di-a/i/ Qui sotto uno scritto di Alessandro Messina sul caso. OFAC, Banca Etica e una narrazione dei rischi esagerata
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 05/09/2026
Keep the Internet free keepitfree.ai/it/announcements/banc…
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 04/09/2026
Keep the Internet free keepitfree.ai/it
keepitfree.ai
Keep the Internet free
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 02/09/2026
Difendiamo Autistici/Inventati Il Dipartimento di Stato USA ha designato il collettivo Autistici/Inventati come terrorista. Per congelarne i server e i conti, senza senza atti formali né processi. Questo attacco colpisce strumenti tecnici di libertà. Leggete e contribuite alla campagna […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 01/09/2026
Mezcala Sale alla frana dei ciottoli eroso di segni distinti il tuo sguardo, passante. Metamorfica è la strada del presente. immagine: maschera/bruciaincenso, agosto 2026 (foto G. Mantoani) gianlucamantoani.blog/2026/09/01/me…
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Mezcala
Sale alla frana dei ciottoli eroso di segni distinti il tuo sguardo, passante. Metamorfica è la strada del presente. * * * immagine: maschera/bruciaincenso, agosto 2026 (foto G. Mantoani) * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 16/08/2026
Schiavi, carbone e bellezza. L'utopia sociale di Guell, che Gaudi plasma in modo geniale, é in effetti il disegno di controllo totale del super-ricco sull'intero ciclo di vita dei suoi sottoposti. Un sistema paternalista e autoritario che esclude il cambiamento, le rivendicazioni e la […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 14/08/2026
Con gli occhi altrui Se ci si rinchiude nella propria visione del mondo e si ignora quellla altrui i conflitti sono inevitabili e possono rivelarsi interminabili ...' (Amin Maalouf) gianlucamantoani.blog/2026/08/14/co…
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Con gli occhi altrui
L’ultimo giorno di vacanza, in terra occitana e albigese, nel negozio di souvenir del castello di **Carcassone** , ho trovato fortunosamente un’edizione tascabile e recente, di “ _**Les Croisades vues par les Arabes**_ “, di **Amin Maalouf**. Si tratta di un libro del 1983 che desideravo da tempo, ma che incontrare proprio ora, a pochi giorni dalla crisi di Ceuta, ha un senso più che mai importante. Perché questo libro é uno strumento insostituibile nella comprensione dei conflitti e nella lotta dell’intelligenza e della curiosità contro ogni forma di ignoranza, razzismo e di xenofobia. Innanzitutto é necessario chiarire un poco la portata del suo autore, la cui biografia é già di per sé un itinerario di comprensione delle complessità e delle differenze culturali. Maalouf é nato nel 1949 a Beirut, in Libano, da una famiglia cristiana di culto greco-melkita sedentarizzata in Libano nel corso del XVI° secolo, mentre la madre proveniva da una famiglia francofona e maronita di Istambul. Ha trascorso parte della sua gioventù in Egitto e ha studiato presso i Gesuiti; infine nel 1975, a ventisei anni, Maalouf ha lasciato un Libano dilaniato dal terrorismo e si é stabilito a Parigi, per fare il giornalista e lo scrittore. Con un certo successo fra l’altro, dato che nel 2011 é stato nominato membro dell’ _L’Académie_ _**française**_ __ al posto dello scomparso Claude Levi Strauss. Il libro é una storia delle crociate raccontata facendo ricorso solo a fonti di parte araba. Viste con gli occhi degli _altri_ , se così si può dire. Perché questa scelta? Maalouf é cresciuto appartenendo ad entrambi i mondi, l’arabo é l’acqua lingua materna mentre in francese quella della sua educazione. Fra gli arabi é il cristiano, fra gli europei é l”arabo. La sua é un’esperienza di minoranza trasformata in lente per guardare la complessità. “ _Troppo speso ci di accontenta di un solo (punto di vista). In tutti i campi e a proposito di tutti gli avvenimenti di ieri come di oggi. Ciascuno conosce la visione del proprio campo e ignora quella degli altri. Questa ignoranza é la cosa meglio condivisa al mondo e sembra naturale, perfino legittima_. _Per parte mia la credo invece responsabile di buona parte delle sfortune che affliggono l’umanità ai nostri tempi._ _Se ci si rinchiude nella propria visione del mondo e si ignora quellla altrui i conflitti sono inevitabili e possono rivelarsi interminabili …’_ (da: Preface pour l’edition de 2023) Per un panorama più completo della sua opera e del suo percorso intellettuale: aminmaalouf.org https://www.dailyexpress.it/amin-maalouf-navigando-labirinto-del-mondo-contemporaneo.htm * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 12/08/2026
Social media pubblici ne abbiamo? Questa crisi andrebbe seriamente presa come (ennesimo) serio avvertimento relativo al potere di creare problemi politici che si é concentrato nelle mani dei più diffusi social media commerciali […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 05/08/2026
Orreaga È qui, nel 778, che l'esercito di Carlomagno, di rientro dal saccheggio di Pamplona e dopo avere assediato inutilmente Saragozza, venne attaccato dai guerrieri Baschi gianlucamantoani.blog/2026/08/06/or…
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Orreaga
oppure _Roncisvalle_ , se ti piace il teatro dei pupi e l”epica cavalleresca. I boschi e i pascoli pirenaici che circondano questa antica strada europea, hanno visto passare tribù di Celti, colonne di soldati e mercanti Romani, le migrazioni dei Visigoti e dei Vandali. Ma soprattutto, e prima di tutto, questa é terra abitata dai Baschi. Siamo passati di qui oggi pomeriggio e devo dire che i polpacci gonfi e i volti tirati dei pellegrini diretti a Santiago di Compostela non hanno eccitato la mia immaginazione quanto l’idea di trovarmi nel luogo in cui secondo la _Chanson de Roland_ mori in battaglia il paladino Orlando. È qui, su questi pascoli, che nel 778 dopo Cristo l’esercito di Carlomagno, di rientro dal saccheggio di Pamplona e dopo avere assediato inutilmente Saragozza, venne attaccato dai guerrieri Baschi proprio per vendicare il sacco di Pamplona. Qui il nobile bretone _Rolan_ , chiamato da Eginardo: _Hruodlandus Brittannici limiti praefectus_ , nel suo _Vita et gesta Caroli Magni_ , noto anche come _Orlando_ , nel teatro dei pupi e nei poemi cavallereschi; paladino di Carlomagno, marchese di Bretagna alla guida della retroguardia franca, venne sopraffatto e morì da valoroso soldato, mulinando la spada Durlindana e suonando il famoso corno, per avvisare il suo re del pericolo imminente. Qui, soprattutto, già a quell tempo, i popoli Baschi affermarono con determinazione la loro dignità e la loro libertà, che si dice _Askatasuna_ in quella lingua. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 31/07/2026
Ruta Orwell Fra quei volontari c'era anche il fratello di mia nonna, l'antifascista e anarchico trentino Emmerico Boso, fuoriuscito in Savoia fin dal 1930, che viveva a Thonon Les Bains gianlucamantoani.blog/2026/07/31/ru…
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Ruta Orwell
Tra il ’36 e il ’37, a difesa del governo repubblicano regolarmente eletto, ma minacciato dal colpo di stato fascista, arrivarono in Spagna migliaia di volontari provenienti da varie nazioni. Erano i circa 40.000 volontari delle brigate Internazionali, provenienti da 52 paesi dei cinque continenti, circa la metà dei quali morì in combattimento, fu dispersa o ferita. Altri 5.000 uomini combatterono in unità dell’esercito repubblicano e almeno altri 20.000 lavorarono nei servizi sanitari o ausiliari. I primi contingenti, organizzati dalla Terza Internazionale entrarono clandestinamente in Spagna attraverso la frontiera francese già nell’ottobre 1936; la ripartizione per nazionalità dei volontari delle Brigate Internazionali fu la seguente: francesi 10.000, tedeschi 5.000, italiani 3.350, statunitensi 2.800, inglesi 2.000, canadesi 1.000. Più diverse centinaia di yugoslavi, albanesi, ungheresi, belgi, polacchi, bulgari, cecoslovacchi, svizzeri, nordeuropei, messicani e africani. Fra i volontari italiani, inquadrati nella Brigata Garibaldi, circa 3.350 effettivi, c’erano in campo alcuni tra i maggiori esponenti dell’antifascismo: i comunisti Togliatti, Longo e Vidali, il socialista Nenni, il repubblicano Pacciardi. Tra gli italiani figuravano anche l’anarchico Camillo Berneri e il dirigente di Giustizia e Libertà Carlo Rosselli, che furono tra i primi ad accorrere in Spagna e già nell’agosto del 1936 costituirono la “Colonna Italiana Francisco Ascaso”, una formazione di circa 300 volontari di ogni fede politica. Fra quei volontari c’era anche il fratello di mia nonna, l’antifascista e anarchico trentino Emmerico Boso, fuoriuscito in Savoia fin dal 1930, che viveva a Thonon Les Bains e si teneva in contatto con il fuoriuscitismo antifascista savoiardo e ginevrino. Boso si unì alla colonna Ascaso ed ebbe modo di viverne sul campo l’esperienza, agli ordini di Rosselli e Berneri. Oggi transitando da Barcellona alla Navarra, nel surreale aspro paesaggio aragonese, nelle gole fra Huesca e Saragozza, nei pressi di Alcubierre, abbiamo visitato una delle trincee conservate come memoria della guerra civile spagnola. Si chiama Ruta Orwell perché vi combatte anche George Orwell, ed é una testimonianza impressionante. Ti trovi fra i sacchi di sabbia, le pietre, le travi annerite. Fuori il paesaggio é chiaro di pietra calcarea e bruciato dal sole. La storia é passata di lì come un treno sulle speranze di chi voleva giustizia, libertà, terra e lavoro. Oggi le speranze e i bisogni sono ancora quelli. Quella sconfitta é costata molto cara. Ma uomini e donne come quelli, come Emmerico ad esempio, ci hanno provato, mettendo sul piatto tutto. Volevo rendergli omaggio * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 29/07/2026
Barcellona, Picasso Qualche immagine di un giorno d'estate a Barcellona gianlucamantoani.blog/2026/07/29/ba…
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Barcellona, Picasso
Qualche immagine di un giorno d’estate a Barcellona * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 19/07/2026
Metamorfica Il tuo sguardo, passante sale alla frana dei ciottoli giunge erratico alla fuga del masso gianlucamantoani.blog/2026/07/19/me…
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Metamorfica
Il tuo sguardo, passante sale alla frana dei ciottoli giunge erratico alla fuga del masso seguendo le calcescisti stondate, le riquadrate luminose fondamenta angolari. Férmati ai bètili sacri onora il forno, la fonte il sussurro. Metamorfica è la strada del presente. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 14/07/2026
Piatto centrifugo Il manufatto é in argilla, si tratta di una fondina del diametro di circa venticinque centimetri, caratterizzata da una convessità poco marcata, sottolineata però da un'ala piuttosto importante larga circa cinque centimetri. La pagina inferiore é spoglia,, priva di decorazioni […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 11/07/2026
Poesie ad ingobbio Un piovoso e caldo pomeriggio estivo partono gli esperimenti con la poesia scritta nell'argilla gianlucamantoani.blog/2026/07/11/po…
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Poesie ad ingobbio
Un piovoso e caldo pomeriggio estivo partono gli esperimenti con la poesia scritta nell’argilla. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 08/07/2026
Centrale acquisti NATO Il mondo è governato con lo stesso stile, ad un tempo prepotente e paternalista, di una centrale acquisti per supermercati; con quel mix di prevaricazione e dopobarba che contraddistingue la cultura manageriale, se non è cambiata di recente […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 08/07/2026
Il vero, il falso, l’immaginario Un grande ringraziamento a Juan Re Crivello che ha voluto condividere il mio ricordo di Carlo Ginzburg sul blog internazionale Masticadores gianlucamantoani.blog/2026/07/08/il…
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Il vero, il falso, l’immaginario
> A Carlo Ginzburg by Gianluca Mantoani Un grande ringraziamento a **Juan Re Crivello** che ha voluto condividere il mio ricordo di **Carlo Ginzburg** sul blog internazionale **Masticadores** * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 30/06/2026
Poesia con-creta La poesia che approda ad una dimensione concreta non per questo deve perdere la sua immediata fruibilità e leggibilità "alfabetica". Proprio qui anzi mi pare stia il cuore della sfida... gianlucamantoani.blog/2026/06/30/po…
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Poesia con-creta
**Ugo Mauthe** è autore caratterizzato da un gusto raffinato per i giochi di parole e per l’espressione poetica a mezzo di brevissimi versi, mediante i quali persegue la ricerca del valore massimo di ogni parola, servendosi di strumenti come haiku, monostici e sintetiche _metapoesie,_ oppure togliendo il “guscio” semantico a parole che sembrano contenerne altre e che Mauthe stesso chiama “eggwords”, curiose _creature laboratoriali_ che si diverte ad aprire con ironia leggera, producendo aforismi di paradossale etimologia, capaci però di fermare l’attenzione e suscitare pensiero. Un esempio molto strutturato e maturo di questa sua modalità poetica si trova in _Melanges_ (Puntoacapo, 2026) la sua più recente raccolta di poesie, della quale ho seguito la presentazione, in dialogo con **Silvia Rosa** , in occasione dell’**AperiPoetica **del 27 giugno scorso, presso la**Casa del Quartiere Barrito**. Ma di questo parlerò in uno post apposito. La capacità di **Mauthe** di smontare e riassemblare con rigore e creatività sia i meccanismi semantici che le abitudini espressive, sottoponendo ad attenta revisione perfino la sequenzialità ordinaria della forma-libro, mi ha incoraggiato a portare avanti alcune considerazioni sulla _concretezza_ della scrittura e della parola poetica. Si tratta di mettere in relazione i _prodotti_ , cioè le poesie, con la _materia_ di cui – letteralmente, non per metafora – esse sono fatte; vale a dire la cultura materiale, la _tecnologia_ della parola mediante cui si scrive un testo. Per dirla (indegnamente, me ne vorra scusare) nello stile di Mauthe: “ _se con-creta fai la magia, ti serve terra per plasmare poesia_ “. Per _tecnologia della parola_ intendo non solo i particolari dispositivi (penna d’oca, pergamena, tablet, stampante laser, penna a sfera, foglio a quadretti…) quanto proprio la concretezza dei gesti e dei materiali attraverso i quali – ciascuno nel proprio tempo e collocazione sociale – accede al sapere e agli oggetti necessari per pensare e produrre la parola, condividerla e trasmetterla. In questo senso l’oralità primaria è un tipo di tecnologia della parola molto diverso dalla scrittura, ma anche la stampa a caratteri mobili o la rivoluzione digitale introducono varianti decisive nella tecnologia della parola. Si tratta di un concetto messo a punto dall’antropologo **Walter J. Ong** (_**Oralità e scrittura: le tecnologie della parola**_ , 1982) che ha il pregio di mettere in luce i cambiamenti radicali che le diverse tecnologie della parola hanno prodotto sulle strutture cognitive delle culture interessate. Insomma a secondo di come produciamo e condividiamo parole pensiamo e ricordiamo con strategie differenti. Quindi mi chiedo: incide la tecnologia della parola scritta, nel modo in cui si immagina e produce poesia? Come incide _la pratica_ della scrittura sul suo risultato? Come influisce l’abitudine di scrivere mediante la tastiera del pc, usando lo schermo del telefonino, oppure con un’umile penna a sfera, digitando su una vecchia “Lettera 32” o magari vergando carta con una penna d’oca; come incidono queste diverse prassi sul modo in cui il pensiero si struttura e si trasforma in parola scritta? Come influenzano il modo di pensare alla scrittura, agli spazi di libertà che l’autore si ritaglia rispetto alle convenzioni che in vece non si accorge neanche di rispettare? Esplorare questa dimensione concreta della scrittura a mio parere apre ad implicazioni molto interessanti, che meritano una specifica attenzione. Faccio qualche esempio. All’epoca della mia educazione primaria, diciamo quella di un ragazzino di classe popolare, in una città industriale nel terzo quarto del ‘900, la tecnologia della parola scritta comprendeva, in quanto produttore di scrittura, oggetti come le penne a sfera, i quaderni, la carta; mentre come fruitore comprendeva la parola stampata: i libri, i manifesti, i giornali. Il panorama però è cambiato piuttosto rapidamente: verso i venti anni, sono entrato in contatto con la cosiddetta _rivoluzione digitale_ e ho iniziato a scrivere la mia tesi di laurea su un personal computer con processore “8088”, basato su un sistema operativo “MS-DOS”, utilizzando un monitor a caratteri verdi su sfondo nero. Pochi anni dopo la rivoluzione _digitale_ portava nell’ esperienza condivisa della scrittura anche la connessione in rete e una nuova idea di testo non del tutto lineare: _l’ipertesto_ ; introducendo una crescente ricchezza di strumenti e di informazioni disponibili nel momento stesso della scrittura. La generazione dei miei genitori ad esempio, quella dei nati negli anni ‘ 30 e ’40 del ‘900, ha avuto un’esperienza molto diversa, per loro la produzione di scrittura comportava una competenza più articolata e costosa nella gestione di pennini, calamai, inchiostri e tamponi assorbenti; una competenza che ha lungamente, per secoli, rappresentato lo standard tecnologico della scrittura e costituito anche una solida barriera sociale, di classe, separando famiglie più capaci di garantire ai propri membri l’accesso alla parola _prodotta_ da quelle che difficilmente potevano riuscirci. Il che spiega anche (_en passant_) perché a diventare classicista e poeta recanatese sia stato il giovane conte, piuttosto che un suo contadino. Nel medioevo europeo, la pratica della scrittura poneva sfide concrete ancora più rilevanti e comportava problemi pratici per il reperimento, la manutenzione e la conservazione dei materiali che solo grandi e solide istituzioni, come i monasteri o le grandi cancellerie statali potevano sostenerne le spese e la sfida organizzativa. E questo vale, a maggior ragione, guardando ancora più indietro, per l’antichissima scrittura _incisa_ sulle tavole di argilla o di cera e sui supporti lapidei, patrimonio giuridico, amministrativo e contabile di templi antichi e di magistrature imperiali. Oggi, che con semplicità chiunque può raccogliere una penna ed un pezzetto di carta, oppure digitare con naturalezza sullo schermo di uno smartphone, è molto difficile anche solo immaginare quale effetto _il gesto stesso di scrivere_ , il suo costo, la sua difficoltà, il suo carattere istituzionale, debba avere avuto sul modo di pensare, produrre e diffondere la parola. Tutto questo ci riguarda, come _gente di scrittura_? E riguarda in modo particolare la poesia? Io dico di si, perché la _tecnologia_ , la pratica, i materiali, _la rete sociale coinvolta,_ nel produrre e nel fruire di parola scritta hanno un influenza determinante non solo sulla scrittura e i suoi oggetti, ma sulla stessa _struttura cognitiv_ a condivisa da chi scrive e dai gruppi sociali cui appartiene. Questo è ciò che dicono gli studi sull’interfaccia fra oralità e scrittura, come ad esempio quelli del già citato **Walter J. Ong** , ma anche quelli di **Jack Goody** (ho messo giù qualche appunto in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa, lo trovi **qui**). Se la _poesia_ è il tipo di parola scritta nel quale più rilevante è la scelta di ciascun termine, della sua posizione nel testo, il rapporto fra senso e suono e dells parte rispetto al tutto per determinare l’efficacia del risultato, allora nella poesia anche più che altrove diventa rilevante considerare la parola anche dal suo lato _concreto_ , quello delle condizioni materiali della sua produzione e fruizione. Invece che accettarli come cornice naturale dell’esperienza, mettere in questione i materiali, i supporti e considerare il modo in cui contribuiscono a definire la fruizione e la produzione di parola scritta, valutando se producono l’effetto che desideriamo oppure no. Tutto questo serve a rendersi consapevoli – ad esempio – che il “libro” come strumento per _rendere pubblico_ e condividere il pensiero non è l’unica forma possibile e obbligata e che possono darsi – se necessario – delle alternative. Queste alternative alla “parola rilegata” passano certamente per l’oralità e la teatralità, ma non necessariamente: fra il corpo umano e la carta si possono immaginare altre alternative, ipotizzare supporti e modalità differenti. Ad esempio, per tornare all’inizio, al titolo, la poesia può farsi _con_(la)_creta_ , o la cera, già utilizzate in antichità; oppure la pietra, il legno, il tessuto. E quando variano i supporti può cambiare la linearità temporale e spaziale sia della produzione che della fruizione. Dalla dicotomia piuttosto secca fra oralità e scritture, fra performance e testo stampato, si approda dunque ad una pluralità di alternative, ognuna delle quali si caratterizza per una sua specifica _concretezza_ della parola e soprattutto per uno specifico rapporto col tempo e con lo spazio. La poesia performata ad esempio fa ricorso alla memoria, deve essere detta, nella linearità di un tempo non ripetibile. Ogni fruizione è un evento differente. Al poema inciso su un obelisco di pietra o una tavola di creta si garantisce una durata e ripetibilità di lungo periodo, ma in questo modo esso perde il corpo e non ha suono, esce dal presente dell’interazione, anche se mantiene la propria presenza in uno spazio pubblico e condiviso. La parola stampata a sua volta è ancora più ricca in ripetibilità e consente una fruizione individuale e domestica; si consegna intera al silenzio del pensiero individuale. Questo è il genere di considerazioni che sto facendo in merito alla materialità della parola scritta. Se alla carta, all’inchiostro, alla forma libro sostituiamo ad esempio la superfice d’argilla, lo scavino, la forma-oggetto; questo gesto riguarda solo una diversa competenza materiale che l’autore deve acquisire, oppure ci si costringe anche a ripensare diverse dimensioni della produzione di parola? E questo non vale a maggior ragione per la parola poetica, per definizione strettamente legata alla precisione ed essenzialità delle scelte semantiche e stilistiche? Se è così, ciò significa, probabilmente, che spostare la pratica della scrittura su un supporto differente implica togliere naturalità al gesto di scrivere e moltiplicare l’attenzione sulle conseguenze di ogni singola scelta espressiva, a tutto vantaggio della ricchezza del percorso e (forse, vedremo) del risultato finale. Non si tratta naturalmente di questioni nuove; alcuni artisti della ceramica ad esempio si sono posti interrogativi analoghi nei decenni scorsi e basta forse citare, come caso esemplare, quello dell’**Incontro Internazionale della Ceramica** tenutosi nell’estate del **1954 presso la Fornace Mazzotti ad Albissola Marina** , organizzato dall’artista danese **Asger Jorn** , capace di riunire artisti internazionali del calibro di **Lucio Fontana,** **Karel Appel, Corneille** , i due pittori **Enrico Baj** e **Sergio Dangelo** e anche **Roberto Sebastian Matta** che l’artista danese aveva conosciuto a Parigi prima della guerra. Due immagini chiariscono, credo, meglio di qualunque parola il senso dell’esplorazioni fra supporti, materialità e scelte espressive: C’è stata inoltre, fra gli anni ’40 e ’70 del ‘900, a cavallo fra letteratura e avanguardie artistiche, una linea di riflessione importante proprio su questi temi; e penso in particolare all’esperienza della cosiddetta **_Poesia concreta_** , corrente artistica internazionale contrassegnata dalla semantizzazione dei caratteri tipografici e dell’attenzione alla materialità del supporto. Fra i precursori della _Poesia concreta_ è stato rilevante il lavoro del poeta **Carlo Belloli** , che ha legato la sperimentazione marinettiana allo sviluppo del concretismo; i suoi spunti vennero ripresi e amplificati in Brasile, dove nel 1952 venne fondato il **Grupo Noigandres** **(Augusto de Campos, Haroldo de Campos** e **Décio Pignatari**) che nel 1958, mise a punto il _**Piano pilota per la poesia concreta**_ , nel quale sono sistematizzati i principi fondamentali del movimento, tra i quali l’identificazione della poesia come un oggetto a sé stante, capace di comunicare il suo contenuto-struttura anche al di là del suo contenuto-messaggio e la necessità di elaborare un nuovo linguaggio artistico, capace di tenere insieme poesia, tecnologia, pittura, musica, matematica, _design_ , architettura e fotografia. Per quanto concerne l’ambiente culturale italiano, Carlo Belloli fece da guida per **Arrigo Lora-Totino** e **Adriano Spatola,** che esplorarono oltre la materialità anche la dimensione gestuale, fonetica, visiva e performativa della poesia. Partendo da una pittura di stampo espressionista e da una poesia lineare,**Lora-Totino** coadiuvato da **Armando Novero, Sergio Acutis, Paolo Carra, Giuseppe Davide Polleri** e **Celeste Micheletta** , fondò a Torino nel 1961 la rivista **_«antipiugiù_**» nella quale vennero accolti numerosi _poeti concreti_ , come **Franz Mon** e **Sergio Hediger**. **Adriano Spatola** , approdò alla _poesia concreta_ con una raccolta di _collages_ di _grafemi frammentati_ (_**Zeroglific** i_; Bologna, 1966) opera che mostrava evidenti punti di contatto con il **Lettrismo,** di **Isidore Isou**. Nel 1967, Adriano Spatola fondò, con suo fratello Maurizio, il periodico **_«GEIGER_**» (Torino, 1967-1972) nel quale dava spazio a poeti, pittori, architetti e musicisti, tra cui **Giuliano Della Casa** , **Ugo Carrega** , **Timm Ulrichs** , **Henri Chopin** , **Franco Verdi** , **Vincenzo Accame** , **Luigi Ferro, Maurizio Nannucci, Franz Mon, Claudio Parmiggiani** , lo stesso **Arrigo Lora-Totino, Mirella Bentivoglio, Marina Apollonio, Luciano Ori e Julien Blaine**. Molti dei quali parteciparono poi all’**Esposizione internazionale di poesia sperimentale** tenutasi a Castelfranco Veneto dal 14 maggio al 4 giugno del 1967. Tra il 1967 e il 1969 vennero organizzate diverse mostre dedicate alla poesia concreta, tra cui è da segnalare la**Mostra di Poesia Concreta** alla **Biennale di Venezia dal 25 settembre al 10 ottobre** 1969 curata da **Arrigo Lora-Totino e Mahlow Dietrich**. Scrivere poesia su un supporto oggettuale o, più precisamente, produrre un oggetto che abbiamo immaginato proprio in funzione dello specifico contenuto poetico da veicolare, pone dei problemi e costringe a fare delle scelte che la scrittura su carta (o su dispositivo digitale) non rileva. Ad esempio i grafemi hanno possono avere anche una profondità o un rilievo e questo aspetto può essere semantizzato, analogamente a quando pensiamo che i messaggi di testo sul cellulare scritti interamente in maiuscolo sembrano urlati. Ma in questo caso abbiamo più libertà. Bisogna decidere come mettere la tridimensionalità a servizio della semantica. Ed è una sfida interessante. E’ una ricchezza ed è una libertà. Inoltre un supporto di scrittura tridimensionale può modificare il rapporto del testo con lo spazio, un rapporto che già sulla carta non è necessariamente lineare, come mostrano le tante sperimentazioni verbo-visuali delle varie avanguardie e i calligrammi tanto cari a Guillaume Apollinaire, ma prendendo corpo in una forma oggettuale può generare molteplici nuove possibilità, da esplorare e sulle quali giocare. Penso, in questo senso, proprio al famoso vaso poetico prodotto al raduno internazionale di Albissola del 1954 Sulla scorta di queste riflessioni è di questi stimoli ho deciso quindi di iniziare a sperimentare prendendo alcuni testi della mia raccolta (_Il punto in cui si perdono le voci_) per provare ad adattarli ad un supporto di argilla. Ho deciso innanzi tutto di muovermi in una direzione differente da quella della semantizzazione grafica dei caratteri tipografici, di matrice _lettrista_ ma presente anche nei lavori di Alighiero Boetti. Un punto di partenza fondamentale, per me, è che il polo visivo-fonetico, della comunicazione non va messo in discussione. La poesia che approda ad una dimensione concreta non per questo deve perdere la sua immediata fruibilità e leggibilità “alfabetica”. Proprio qui anzi mi pare stia il cuore della sfida. Ho immaginato di cominciare creando delle semplici **tavolette** quadrate, sul modello di quelle che gli scribi sumeri producevano per inventariare le derrate e le offerte ai templi. I primi documenti di scrittura nell’area della mezzaluna fertile. Ho scelto l’argilla perché mi piace, per la sua economicità, per la sua grande plasticità e perche si tratta di un universo espressivo enorme e compiuto in sé, con sue prerogative proprie, che sono distanti da quelle della scrittura e legate piuttosto ai codici delle arti plastiche e figurative. Un supporto materiale antico ma vivissimo, artigianale, ben distinto dalla tradizione del libro; che tuttavia con la parola scritta ha avuto nel tempo rapporti circoscritti ancorché importanti e molto interessanti. La scelta di rifarmi ad una forma “primigenia” della scrittura come quella delle tavolette d’argilla cuneiformi mi ha dato certamente il vantaggio della semplicità formale eppure, anche in questa semplicità, immediatamente ho dovuto fare delle considerazioni sulla suddivisione in sillabe e sulla lunghezza del testo; aspetti che chiedevano di essere mediati con le caratteristiche del supporto più urgentemente che con i vincoli della tradizione. Ho analizzato varie documentazioni fotografiche, osservato la ripartizione dello spazio in fasce orizzontali e in riquadri, tipica delle tavolette antiche e ho cercato di capire come quel modello poteva entrare in relazione con la struttura sillabica e accentuativa dei mei versi. E ho visto chiaramente che il verso così come arriva dal libro non entra nella tavoletta, l’equilibrio sonoro deve essere anche visivo, la lettura chiede una struttura sillabica che “stia dentro” un parametro spaziale quadrato. E però alla fine la lettura restituisce una sequenza che funziona e che rispetta il testo. E su questa “scoperta” ho cominciato a lavorare le mie tavolette di poesia concreta. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 24/06/2026
Parlare (3) Parlare però è un'altra cosa, qualche volta, che ricoprirsi di uno scudo dorato o di paglia... Qualche volta è come in aprile, ai primi tepori, quando ogni albero si muta in sorgente, (Philippe Jaccottet) gianlucamantoani.blog/2026/06/24/pa…
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Parlare (3)
Parlare però è un’altra cosa, qualche volta, che ricoprirsi di uno scudo dorato o di paglia… Qualche volta è come in aprile, ai primi tepori, quando ogni albero si muta in sorgente, quando la notte sembra stillare di voci come una grotta — si direbbe ci sia meglio da fare nell’oscurità freschissima del fogliame che dormire — e questo ti sale dentro come una sorta di felicità, come se bisognasse, non si potesse non dissipare un eccesso di forza, e rendere largamente all’aria l’ebbrezza di aver bevuto al bicchiere fragile dell’alba. Parlare in questo modo — che un tempo ebbe nome cantare e adesso si osa appena, sarebbe menzogna, illusione? Eppure è attraverso gli occhi che questa parola si nutre, come l’albero dalle sue foglie. Tutto ciò che si vede, tutto ciò che si è visto dall’infanzia, precipitato in noi, rimestato, forse stravolto o subito scordato — il tragitto del bimbo da scuola al cimitero, sotto l’acqua; una signora molto anziana in nero seduta all’altra finestra da dove controlla gli affari del sellaio; un cane giallo di nome Piramo nel giardino dove un muro di spalliere ribatte l’eco di fucili in festa; frammenti, scaglie d’anni — (da: Philippe Jaccottet, _Pensieri sotto le nuvole,_ (traduzione di Fabio Pusterla – 2022 – orig. 1994) * * * ## Parler – 3 _Parler pourtant est autre chose, quelquefois,_ _que se couvrir d’un bouclier d’air ou de paille…_ _Quelquefois c’est comme en avril, aux premières tiédeurs,_ _quand chaque arbre se change en source, quand la nuit_ _semble ruisseler de voix comme une grotte_ _(à croire qu’il y a mieux à faire dans l’obscurité_ _des frais feuillages que dormir),_ _cela monte de vous comme une sorte de bonheur,_ _comme s’il le fallait, qu’il fallût dépenser_ _un excès de vigueur, et rendre largement à l’air_ _l’ivresse d’avoir bu au verre fragile de l’aube._ _Parler ainsi, ce qui eut nom chanter jadis_ _et que l’on ose à peine maintenant,_ _est-ce mensonge, illusion? Pourtant, c’est par les yeux ouverts_ _que se nourrit cette parole, comme l’arbre_ _par ses feuilles._ _Tout ce qu’on voit,_ _tout ce qu’on aura vu depuis l’enfance,_ _précipité au fond de nous, brassé, peut-être déformé_ _ou bientôt oublié — le convoi du petit garçon_ _de l’école au cimetière, sous la pluie;_ _une très vieille dame en noir, assise_ _à la haute fenêtre d’où elle surveille_ _l’échoppe du sellier; un chien jaune appelé Pyrame_ _dans le jardin où un mur d’espaliers_ _répercute l’écho d’une fête de fusils:_ _fragments, débris d’années —_ * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 21/06/2026
Fascia di sicurezza Due corrispondenti della BBC, Hugo Bachega e Neha Sharma, hanno attraversato l’altro giorno la fascia “di sicurezza” di 20 km occupata nel sud del Libano dall’esercito israeliano. Avevano il permesso di filmare solo quello che vedevano dal finestrino […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 17/06/2026
A Carlo Ginzburg "Gli storici, scrisse Aristotele (Poetica, 51 b) parlano di quello che è stato (del vero), i poeti parlano di quello che avrebbe potuto essere (del possibile). Ma naturalmente il vero è un punto d'arrivo, non un punto di partenza. Gli storici (e, in modo diverso, i poeti) fanno […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 16/06/2026
Ai giardini (promenade) Sul sentiero fiorito, fra cespi decorati e devoti Madrelingua e Madreperla sorridono a un robusto Padre Pellegrino gianlucamantoani.blog/2026/06/16/ai…
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Ai giardini (promenade)
Sul sentiero fiorito, fra cespi decorati e devoti Madrelingua e Madreperla sorridono a un robusto Padre Pellegrino. Più oltre, nel suo vasto e cauto trascendere l’Agnello di Dio, coglie i peccati del mondo. * * * ### Scopri di più da gianlucamantoani.blog Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti ### Condividi: * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Mi piace Caricamento...
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 15/06/2026
Koyo Kouoh "Rifiutando lo spettacolo dell'orrore, è giunto il momento di ascoltare le tonalità minori, di sintonizzarsi sotto voce sui sussurri e sulle frequenze più basse; di scoprire le oasi, le isole, dove si tutela la dignità di tutti gli esseri viventi." […]
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gianlucamantoani.blog @gianlucamantoani.mastodon.uno.ap.brid.gy · 14/06/2026
Semi e materia (2) ho proseguito la lettura seguendo i testi che andavano inabissandosi , facendosi nel fitto, carico di ombre e di rimandi, sentendo che qualcosa stava in attesa. Il dettato si immergeva in ricerche di tempo e intorno al tempo […]
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