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Maurizio Scaltriti

@scaltritilab.bsky.social
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VP Translational Medicine, Oncology R&D, AstraZeneca. Autore del libro “Non se, ma quando” amzn.eu/d/7OOubJG. Co-founder di Medendi (medendi.org).

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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Sei anni nei quali ho imparato tanto, levandomi anche qualche soddisfazione. Ma anche durante i quali ho dormito poco e viaggiato molto. Mi diverto ancora e mi affascina sempre di più questo lavoro, che mi permette di “prevedere il futuro” in un certo senso. Non se, ma quando.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
E per me ad un certo punto è diventato più importante cercare di influenzare direttamente il disegno di nuovi studi clinici. E l’opportunità mi fu data quando mi proposero di diventare il responsabile della Medicina Traslazionale di AstraZeneca, nel reparto di Ricerca Oncologica.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Poi col tempo mi sono rilassato. 7 anni e mezzo a quei livelli e con quella massa critica non ti cambiano solo il CV ma anche la maniera di pensare. E allora perché lasciare questa vita per entrare nel settore privato? Perché ho imparato che i sogni non finiscono se li cambi in tempo.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Il Memorial Sloan Kettering assiste 45 mila pazienti l’anno, ho visto di tutto. Un vero privilegio. Non nascondo che all’inizio avevo un po di sindrome dell’impostore. Incontravo ricercatori che conoscevo di fama perché, semplicemente, avevano fatto la storia. Mi ammutolivo.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Per un ricercatore come me era il paese dei balocchi, Dove tutto o quasi sembrava possibile. Avevo un team di giovani ricercatori bravissimi, che ora ricoprono ruoli di rilievo in giro per il mondo (e abbiamo ancora la chat “ScaltritiLab” attiva! Mi hanno dato tantissimo.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Ma il momento più produttivo della mia carriera professionale l’ho vissuto a NYC, al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, dove ero Professore Associato e Direttore Associato della Medicina Traslazionale. Guidavo il laboratorio di referenza di tutti gli studi clinici delle nuove terapie.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
A Barcellona stavo benissimo ma mi fu proposto di diventare “faculty” al Mass General Hospital Di Boston, affiliato alla Harvard Medica School. Beh, diciamo che era difficile rifiutare. Guidavo un laboratorio di medicina traslazionale, a fianco di mostri sacri. Sempre disponibili.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Ma era diverso. Ero più a contatto con i pazienti, era ricerca applicata, cercavamo di capire cosa succedeva in clinica quando un paziente smetteva di rispondere alle terapie. In quel laboratorio mi occupavo di cancro al seno e di terapie mirate. Molte ora sono pratica clinica.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Non mi è andata male ma il vero cambio di passo è stato quando ebbi la possibilità di lavorare all’Hospital Vall d’Hebron di Barcellona. Pioniere in Europa della medicina traslazionale e dove ho trascorso 6 anni a dir poco magnifici. Anche qui non si scherzava a ore di lavoro.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Ci stetti più o meno un anno e mezzo, a York. Era la prima volta che assaporavo il feeling di lavorare in un laboratorio internazionale e non volevo perdermi un minuto di tempo per imparare più cose possibili. Era durante il dottorato e vivevo per lavorare.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 10/10/2026
Thread. Oggi 6 anni fa terminava la mia esperienza in accademia. Ho avuto la fortuna di lavorare in istituti di ricerca fantastici, imparando da persone preparatissime. Più stavano “in alto” e più erano raggiungibili. La mia prima esperienza all’estero fu in Inghilterra.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 07/10/2026
Il 22 di ottobre inizierà il congresso europeo di oncologia medica, a Madrid. Sarà un’occasione per vedere di prima mano dati che, ancora una volta, cambieranno la pratica clinica. Bellissimo esserci, un privilegio contribuire a questa rivoluzione. Non se, ma quando.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 05/10/2026
Chissà se ci spera davvero.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 02/10/2026
Stavo comprando la sabbietta per Theo e ne ho approfittato per fare il vaccino antinfluenzale. Senza appuntamento. Costo? Mi hanno dato 5 dollari di buono sconto per la spesa.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 02/10/2026
Oggi si “lavora” da casa.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Grazie a questo sforzo collettivo, la prospettiva per molti tumori metastatici si sta spostando verso la cronicizzazione a lungo termine o, in un numero sempre maggiore di casi, verso la remissione completa. Non si tratta di se questo avverrá, ma di quando. Fine.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Il continuo scambio di informazioni tra i laboratori di ricerca avanzata e le corsie d'ospedale permette di comprendere precocemente i meccanismi molecolari alla base della formazione di metastasi e resistenza ai farmaci, sviluppando combinazioni terapeutiche piú efficaci.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Le cellule tumorali spesso mettono in atto strategie per mascherarsi ed eludere i controlli immunologici; l'immunoterapia scardina questi blocchi, permettendo alle difese naturali dell'organismo di riconoscere e distruggere anche le metastasi diffuse. E il futuro?
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Questo approccio permette di colpire soprattutto le cellule tumorali riducendo gli effetti collaterali rispetto a terapie piú tradizionali. Negli ultimi dieci anni si è anche assistito a un'esplosione di farmaci sviluppati per "risvegliare" o potenziare il sistema immunitario.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Utilizzando tecnologie molto sofisticate, oggi si riescono a studiare molto meglio. Capiamo quanto le metastasi possano essere eterogenee tra di loro, ma allo stesso tempo riusciamo a scoprire potenziali "talloni d'Achille" e a disgnare e testare terapie mirate.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Cosa è stato fatto e cosa si sta facendo per curarle? La ricerca ha compiuto passi da gigante negli ultimi 20 anni, e le metastasi cominciano ad essere considerate una condizione progressivamente più trattabile e, in alcuni casi, curabile. Come? Nessuna ricetta segreta.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Ma il gap tra ricerca e pratica esiste da sempre. Personalmente sarei piú aggressivo con la prevenzione attiva, tra colonscopie, vaccini e, in futuro, DNA tumorale circolante. Ma non mi occupo di politica sanitaria e non sta a me decidere cosa fare, al massimo suggerisco.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Apriamo una parentesi sulla prevenzione, visto il numero di domande che mi sono state poste sull’argomento: screening previsti o consigliati coperti dal SSN sono utilissimi e tutti dovrebbero farli. Poi ammetto che ci sia un gap tra quello che si fa e quello che si puó fare.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Quindi, diagnosi precoce e screening periodici (come mammografia, colonscopia, pap-test, visite dermatologiche etc) aumentano le probabilità di guarigione completa perché possono intercettare un tumore maligno prima che abbia il tempo di metastatizzare.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Questo rende le metastasi più difficili da eradicare rispetto al tumore primario originario. Quando un tumore ha iniziato a metastatizzare, la sola chirurgia non è più sufficiente, poiché le cellule maligne possono essere diffuse (anche non visibili) nell'intero organismo.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Perché durante il processo di migrazione e/o sotto pressione farmacologica, le cellule tumorali continuano ad accumulare errori genetici. Questo permette loro di sviluppare sottogruppi cellulari resistenti ai farmaci (la cosiddetta farmacoresistenza).
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Attraverso il flusso sanguigno o linfatico, le cellule viaggiano e raggiungono organi distanti (come cervello, polmoni, fegato o ossa), dove si stabiliscono, ricominciano a moltiplicarsi e generano nuove masse tumorali (i siti metastatici). Perché sono così pericolose?
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Queste alterazioni genetiche spesso modificano anche le proteine strutturali della cellula, permettendo alle cellule maligne di svincolarsi dall'impalcatura del tessuto in cui sono nate. Una volta libere, le cellule tumorali acquisiscono la capacità di muoversi (migrare) e invadere.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Perdita dei freni e crescita sregolata: A causa di mutazioni in geni chiave (come Tp53 o Pten), le cellule tumorali smettono di rispondere ai segnali di invecchiamento o di autodistruzione (suicidio cellulare) accumulando ulteriore aggressività. Ma questo non basta.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Come spiego anche nel mio libro, il cancro è, tra le altre cose, una patologia causata dall'accumulo progressivo di alterazioni genetiche. Queste alterazioni scardinano i meccanismi fisiologici che controllano la proliferazione cellulare. Come si formano?
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 30/09/2026
Le metastasi rappresentano forse la sfida più complessa in oncologia. La malattia metastatica è responsabile del 90-95% decessi nei pazienti oncologici. In questo thread spiego cosa sono, Perché sono così pericolose e cosa si sta facendo per prevenirle o curarle.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 29/09/2026
Perché è così importante la diagnosi precoce? Perché è più difficile trattare le metastasi? Cercherò di spiegarlo nel prossimo thread. Domande benvenute.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 26/09/2026
Sabato di pioggia.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 24/09/2026
Perché ho tolto il maker delle macchine. Non posso fare pubblicità di brand.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 24/09/2026
Il mio preferito è pleonastico.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 23/09/2026
Non potevo non visitare il mio nuovo laboratorio a Boston. “Mauri, vieni a vedere la vista dal laboratorio”. La vista. Ah, il giocattolino a cui sono appoggiato può sequenziare l’intero genoma umano di decine di pazienti in una notte.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Buona domanda. Per l’approccio tumor informed in teoria è possibile fare un’impronta digitale di tutti i tumori.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Serviranno studi clinici rigorosi per provare che questi test migliorano la prognosi dei pazienti trovando un cancro molto prima e contrastando le recidive quando sono all’inizio. Studi che sono giá in corso. Non si tratta di se, ma di quando. Fine.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Inoltre, resta da definire il percorso clinico ottimale per chi risulta positivo a un test tumor-agnostic ma ha esami radiologici negativi. La medicina del futuro dovrà standardizzare i protocolli terapeutici per questa nuova classe di "pazienti molecolari".
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Ma la tecnologia corre più veloce della psicologia umana e della bioetica. Davanti allo screening tumor-agnostic (quello sui soggetti sani), emerge un dilemma profondo: siamo davvero tutti pronti a gestire questo tipo di informazioni? Sapere o non sapere? Personalmente mi spaventa quello che non so.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Potrebbe cambiare il paradigma della oncologia: passeremo dalla cura del tumore sintomatico o visibile, all'eradicazione di poche cellule intercettate nel flusso sanguigno. Meno tossicità dei trattamenti e probabilità di guarigione radicalmente più alte. Almeno sulla carta.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Misurare l'MRD non è un concetto astratto: in ematologia (es. per leucemie e linfomi) si fa già da anni con successo per guidare le terapie. La vera scommessa scientifica è far entrare questa pratica nella routine clinica anche per i tumori solidi, e succederà, presto.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Questo secondo metodo serve a monitorare la cosiddetta Malattia Residua Minima (MRD). Se il ctDNA specifico di quel tumore riappare nel sangue, significa che ci sono ancora cellule in circolo. Lo scopo? Anticipare e prevedere una recidiva con largo anticipo.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Al contrario, l'approccio TUMOR-INFORMED è estremamente mirato e molto più sensibile. Si parte dal tumore o biopsia già rimossi chirurgicamente, se ne mappa il genoma e si crea un "identikit" da andare a cercare nel sangue del paziente durante la remissione.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Nei test tumor-agnostic la specificità deve essere vicina al 100%. Perché? Per evitare i falsi positivi. Un falso allarme nel sangue costringerebbe una persona sana a fare decine di esami invasivi alla ricerca di un fantasma: le cosiddette "odisee diagnostiche".
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
L'approccio TUMOR-AGNOSTIC (o tumor-naive) si rivolge a soggetti sani. Si fa uno screening generale senza sapere se o dove ci sia una lesione. L'obiettivo? Intercettare i segnali di un cancro in fase precocissima, quando è ancora invisibile alla radiologia.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Le biopsie liquide analizzano i frammenti di DNA che le cellule tumorali rilasciano nel sangue. Oggi questa tecnologia si sta dividendo in due “filosofie”, con obiettivi e sfide completamente diversi: l'approccio "Tumor-Agnostic" e quello "Tumor-Informed".
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 21/09/2026
Immagina di poter scovare un tumore prima che compaia una massa visibile o che insorgano i primi sintomi. Non è fantascienza, ma la promessa delle biopsie liquide e del sequenziamento del DNA tumorale circolante (ctDNA). Facciamo chiarezza con un thread.
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 20/09/2026
Chi glielo dice che a ottobre vado in Europa due settimane?
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Maurizio Scaltriti @scaltritilab.bsky.social · 19/09/2026
Congratulazioni a @sandramisale.bsky.social per questo premio meritatissimo. 15 anni fa lavorava su cose che sembravano impossibili. Il tempo e il duro lavoro le hanno dato ragione. www.lanazione.it/siena/cronac...
lanazione.it
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