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Ducati, la conferma di Volkswagen: «Niente vendita per almeno 3 anni»
Bologna, 9 ottobre 2026 – La Ducati non si vende. Né oggi, né nei prossimi tre anni. Parola del gruppo Volkswagen. Quindi, una cosa è certa: la bandiera del Made in Italy rimarrà, per ora, tedesca e non ci sarà alcun ritorno in mani italiane. La conferma arriva dal Sole 24 Ore dopo settimane in cui si è sentito di tutto. Da tutti. Politici che si sono mobilitati, ad ogni livello.
E poi aperture e successivamente smentite. Ma anche incontri, sindacati, lavoratori ed economisti, tanto che al primo giorno di Cersaie il tema Ducati ha preso il sopravvento, dopo l’incontro, direttamente nel quartier generale di Borgo Panigale, tra Adolfo Urso, ministro alle Imprese e al Made in Italy, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, il sindaco Matteo Lepore, l’ad di Ducati Claudio Domenicali e il governatore dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale.
Proprio il presidente, dopo essersi mobilitato per primo a seguito dei tagli annunciati da Volkswagen che dal 2012 controlla, attraverso Audi, la Ducati, spiega: «L’azione congiunta delle istituzioni, dal territorio al Governo, ha ottenuto per ora il risultato prefisso. Ovvero che si facesse immediata chiarezza su un’azienda come Ducati, eccellenza che si autosostiene negli investimenti, ma che aveva bisogno di una parola chiara per i suoi lavoratori, per il mercato e per gli aspetti sportivi».
Il riferimento all’incontro del 25 settembre tra urso e i vertici di Audi
De Pascale si riferisce infatti all’incontro dello scorso 25 settembre tra Urso e i vertici di Audi, con Jürgen Rittersberger che aveva parlato di piani di investimenti e di prodotto di Ducati confermati. Ora così arriva la rassicurazione di Volkswagen che blinda la Rossa. Il 4 settembre invece, l’ad di Audi Gernot Döllner aveva citato espressamente, in un’intervista a Bloomberg, il marchio della Motor Valley tra gli asset oggetto di valutazione del piano tedesco che porterà a tagli e vendite nel settore automotive. Gli specialisti avevano valutato Ducati 1,25 miliardi. Da qui la mobilitazione. «L’attenzione però deve rimanere alta. La scelta di prospettiva non è stata smentita. Il fatto che il Governo presidi ancora l’argomento, con allo stesso tempo qualsiasi scelta fatta da Volkswagen su Ducati che debba avere il coinvolgimento dell’Italia, rimane un punto fermo. Continueremo a seguire tutto con grande attenzione», prosegue de Pascale. Che poi spiega l’importanza degli investimenti: «Chi ha Ducati nelle mani deve avere l’interesse di svilupparla in Italia, difendendo il suo know-how. Ducati è un patrimonio del Paese, da difendere».
Anche Lepore parla di una scelta «che fan ben sperare per il futuro. Come ho sempre detto Volkswagen rappresenta un tema critico per l’Europa dal punto di vista del mercato dell’automobile. Cosa diversa è Ducati, un’azienda che funziona e va salvaguardata». Il ministro Urso, contattato, ha precisato che sono notizie che arrivano dall’azienda e ha preferito, per il momento, non commentare. Silenzio anche da parte di Ducati.