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Federico Nejrotti

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stella kamikaze

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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
la lettura più probabile del team che lo ha rinvenuto è che il defunto abbia scelto di essere sepolto con un pezzo di omero per dichiarare la propria identità culturale nell'aldilà
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
la mummia è di epoca romana, I-IV secolo d.C. l'egitto di quel periodo era romano da amministrazione e greco da lingua: le élite parlavano e leggevano greco, omero era il fondamento dell'educazione ellenistica
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
oxyrhynchus è il sito che ha restituito più frammenti di papiro di qualsiasi altro posto al mondo: una discarica tardo-antica conservata intatta dal deserto
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
questo catalogo navale appartiene a un'altra categoria — 300 versi che elencano 29 contingenti militari
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
la prassi degli amuleti incorporati nell'imbalsamazione era diffusa - si accompagnavano ai morti dei papiri rituali, delle formule magiche o dei simboli di protezione
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
è la prima volta nella storia dell'archeologia che un testo letterario greco compare dentro una mummia
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
il papiro contiene il catalogo delle navi del libro II dell'iliade: il passo in cui omero elenca una per una le forze greche che salpano per troia
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 10/06/2026
a oxyrhynchus, in egitto, è stata rinvenuta una mummia di epoca romana con un foglio di papiro posizionato sull'addome durante l'imbalsamazione — non aggiunto dopo, ma incorporato nel processo stesso
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
e abbiamo visto pochissimo: del sito è stato scavato solo il cinque per cento, e karul dice che per finire serviranno almeno cinquant'anni, forse cento
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
qui i monumenti vengono prima di tutto il resto.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
per un secolo l'archeologia ha insegnato una sequenza fissa, quella di gordon childe: prima impari a coltivare, poi ti fermi a vivere sempre nello stesso posto, e solo alla fine, quando hai cibo in più, costruisci qualcosa di monumentale. karahantepe la rovescia.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
il carbonio negli intonaci dà la data: intorno al 9000 prima di cristo, undicimila anni fa. duemila anni prima che da quelle parti qualcuno cominciasse a coltivare i campi. erano ancora cacciatori-raccoglitori, e stavano già tirando su templi e statue enormi.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
questa scoperta è la prova che quei pilastri rappresentavano esseri umani
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
il dato pesa per una ragione precisa. klaus schmidt, lo scopritore dell'area archeologica, per anni aveva sostenuto che nei pilastri a t il tratto orizzontale fosse la testa e quello verticale il corpo. è morto nel 2014 senza mai vedere un volto.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
arcata sopraccigliare marcata, naso largo e schiacciato, occhi infossati. è il primo viso umano mai trovato direttamente su un pilastro a t: quei monoliti che da decenni riemergono nei dodici siti del progetto archeologico locale, le "colline di pietra"
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
anni dopo, il ministero della cultura turco annuncia che in una casa seminterrata sepolta da undicimila anni è emerso un pilastro alto 135 centimetri con un volto umano scolpito in cima
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 09/06/2026
nel 2019 necmi karul, archeologo all'università di istanbul, apre gli scavi a karahantepe, sito neolitico nel sud-est della turchia
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
lo stesso schema dell'haretavl, i "giochi della lepre" nordici. l'hanno chiamato ludus coriovalli
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
la famiglia dei giochi è la stessa: un gioco di blocco asimmetrico, quattro "guardie" contro due "ladri". si muove a turni lungo le linee incise: le guardie provano a chiudere i ladri in un angolo, e vince chi - nei panni dei ladri - resiste più a lungo prima di restare bloccato
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
nove configurazioni reggono
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
allenato su un centinaio di giochi medievali o più antichi della stessa area, ludii genera 130 set di regole plausibili; due agenti li giocano per mille partite ciascuno; i ricercatori registrano dove le pedine passano di più e confrontano quella mappa con l'usura reale incisa sulla pietra.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
crist e il suo team lo deducono con ludii, un sistema di intelligenza artificiale che cataloga e simula oltre mille giochi tradizionali.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
è un tavoliere. ma di quale gioco?
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
nel 2020, in pieno lockdown, lo guarda walter crist, archeologo della leiden university specializzato in giochi antichi. il disegno non somiglia a niente di noto nella letteratura. la pietra è del periodo della tetrarchia, fine terzo secolo dopo cristo.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 07/06/2026
a coriovallum, oggi heerlen nei paesi bassi, tra fine ottocento e inizio novecento viene ritrovato un lastrone ovale di calcare, 21 per 14 centimetri, inciso con linee e cerchi. nessuno sa a cosa servisse. finisce al museo romano di heerlen, catalogo 04433, e resta lì per più di un secolo
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
"transjovian pipeline" diventò uno dei lavori più riprodotti del decennio, poi sparì. nel 2021 il computer history museum ne ha recuperato i pixel originali dai nastri della nasa, quarant'anni dopo dallas
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
poi il computer graphics lab dell'università di new york: "swimmer" di rebecca allen, "faces" di fred parke e paul heckbert, una formica robot, "the desert landscape" del 1975
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
jim blinn, dallo stesso laboratorio, usava quegli strumenti per la scienza: i sorvoli delle voyager su giove e saturno - io, ganimede, mimas - e la sequenza del dna per il "cosmos" di carl sagan
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
in mostra c'erano tre laboratori. david em, al jpl come artista residente dal 1976, portava i suoi mondi navigabili: "transjovian pipeline" del 1979, "persepol", "approach", "escher", e "but is it art?", fatta apposta per rispondere a chi diceva che il digitale non fosse arte
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
a montarlo era il graphics lab del jpl della nasa - il laboratorio che progetta le sonde: la notte prima il sistema operativo corrompeva i dati delle opere, lo script di visualizzazione venne sistemato venti minuti prima dell'apertura
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
le immagini giravano in loop, una nuova ogni cinque-dieci minuti
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
si chiamava framebuffer show, era dentro al siggraph - la principale conferenza di grafica computerizzata - e funzionava con sei monitor conrac, sei framebuffer (le schede che tengono in memoria l'immagine) e un minicomputer dec pdp-11. oltre 200.000 dollari di hardware, circa 750.000 di oggi.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 05/06/2026
il 4 agosto 1981, al dallas convention center, per la prima volta delle immagini nate digitali vennero esposte nella loro forma elettronica nativa: su schermo, non stampate su carta
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
le 75 figure del volume sono oggi in pubblico dominio, conservate dalla wellcome collection
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
ed è esattamente la faccia che sessant'anni dopo ritroveremo nei "grigi", gli alieni che entrano nella cultura popolare solo verso il 1960
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
la soluzione fu togliere alle figure tutto quello che le rendeva corpi. niente carne, niente sesso, niente sguardo che incrocia il tuo. spettri funzionali che eseguono un esercizio
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
ogni tavola doveva ritrarre un medico che manipola il corpo di una paziente. il problema dell'illustratore era ovvio: come disegni una mano d'uomo tra le gambe di una donna senza che la scena diventi apparentemente pornografia
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
brandt aveva messo a punto un metodo fatto di massaggi, trazioni ed esercizi per trattare i disturbi dell'utero. dopo che i ginecologi lo avevano esaminato a jena nel 1886, la sua tecnica si era diffusa in tutta europa, e serviva un atlante che mostrasse le posizioni
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
il volume si chiama "die heilgymnastik in der gynaekologie", stampato a lipsia da j.a. barth, e illustra la ginnastica curativa di thure brandt, un maggiore svedese morto proprio quell'anno.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 02/06/2026
un manuale di ginecologia tedesco del 1895 è illustrato con figure che non sembrano umane: corpi sottilissimi, quasi senza spessore, con il cranio gonfio e gli occhi enormi spalancati nel vuoto
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
i ricercatori di colossal sono accusati di "cosplaying conservationists"
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
a marzo del 2025 colossal aveva annunciato la resurrezione del "dire wolf": erano lupi grigi modificati geneticamente, non cloni della specie del pleistocene
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
helen sang del roslin institute dubita che un embrione di moa possa sopravvivere sul tuorlo di un pollo. nic rawlence dell'università di otago suggerisce di applicare prima la tecnica al kakapo, pappagallo neozelandese a rischio estinzione.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
il biologo vincent lynch precisa: "non è un uovo artificiale, è un guscio". il resto è biologico.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
la tecnica però non è nuova. katsuya obara dell'università di tsukuba la chiama "un'evidente esagerazione": embrioni di quaglia vengono coltivati fuori dal guscio in giappone dal 1998, e obara nel 2024 l'aveva fatto coi polli con pellicola trasparente.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
il senso è prepararsi al moa e al dodo: estinti, non hanno più femmine della loro specie che depongano uova.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
l'hanno fatto 26 volte. quante uova abbiano trasferito per ottenerli, però, non lo dicono. niente paper, niente peer review
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
l'involucro imita il guscio: ha i pori dello stesso diametro di quello vero, abbastanza grandi da far passare ossigeno e anidride carbonica al ritmo giusto, senza pomparne extra dall'esterno. 21 giorni dopo il pulcino nasce sano.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
funziona così: prendono un uovo di gallina appena deposto, lo aprono, tirano fuori il contenuto (tuorlo, albume, embrione fecondato) e lo trasferiscono dentro un involucro di plastica stampato in 3d.
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Federico Nejrotti @federico.bsky.social · 25/05/2026
colossal è un'azienda di dallas fondata nel 2021 da ben lamm e george church. ha raccolto 620 milioni di dollari per fare ricerca per la "de-estinzione": il mammut lanoso, la tigre della tasmania, il dodo, il moa.
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