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Mauro De Zordo

@draganetec.bsky.social
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 01/10/2026
Ingegnere dell'invettiva, architetto dell'aggettivo. Per tornare al silenzio del Nulla, Cioran crea un immenso koan. Parla per tacere. Lo si legge con affetto e ammirazione, sommo creatore di paradossi, è un Oblomov che non ce l'ha fatta
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/09/2026
Un sistema autoreferenziale non può produrre una descrizione esterna di sé, essa diventa interna al sistema, modificandone lo stato. Attinenza con l'AI: da un prompt ricava un sistema, la risposta lo arricchisce e produce nuove domande e così via. Qualsiasi via di fuga diventa parte della prigione
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 08/09/2026
Da queste lettere, emerge ipotesi che l'Eden perduto, di cui si parla ne La caduta nel tempo, non sia quello biblico. Il mito dell'origine è l'unico modo di tratteggiare l'infanzia in Romania, l'inconsapevole e indescrivibile sua pienezza
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 29/08/2026
La distruzione del vecchio ordine diventa inconsapevole collaborazionismo, per personaggi che scompaiono dinanzi alla folle Estike. Ella si sottrae, opera una rottura epistemologica. Il suo destino tragico e miracoloso attesta l'estraneità alla verità gerarchica e una forma di salvezza.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 24/08/2026
Dio ha creato il tempo, l'uomo vi è caduto perdendo l'Eden e guadagnando il dolore dell'essere, privo del paradisiaco eterno presente, ostaggio del futuro e del passato. Cioran oltraggia il divenire, ma standoci dentro è il serpente che si morde la coda (la mosca in bottiglia di Wittgenstein).
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 22/08/2026
Paradossale. Nel solo momento nel quale, con un duello, sfugge alla passività per diventare assertivo, il protagonista perde ogni possibilità di esaudire il sogno d'amore faticosamente inseguito
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 21/08/2026
Romanzo multiforme, feroce decostruzione infilitta al mondo con un lessico straordinario. Gli altri sono lenzuola annodate per fuggire, non formano il protagonista, bensì la dismisura del suo sguardo impietoso. Pur di sottrarsi a un ruolo, diviene un occhio alieno che sfiora l'immaterialità.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 14/08/2026
Steso ordinatamente in modo piano, dimesso, un diario pubblico prudente, dove non ci si vanta d'una storia di famiglia al di fuori della norma, perché l'eccezionalità viene presentata, con grande educazione, come normalità. Questo rende la scrittura un minuetto anziché un tango.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 07/08/2026
Molti sono meravigliosi, altri sono spin off, altri sono tentativi e idee. La talentuosa e invidiabile scrittura mostra che tutto accade nel presente. Passato e futuro sono un qui e ora, mischiandosi in rivoli di sensazioni e azioni, che si snodano senza seguire il flusso del tempo ordinario.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 01/08/2026
Caos narrativo, critica della razionalità scientifica in nome di una frenesia immaginativa che si fa anch'essa dogma e non stupisce più. Un romanzo nel quale la degenerazione della patafisica precipita in un hellzapoppin' che si morde la coda e non la molla più
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 27/07/2026
Non un semplice romanzo di formazione, bensì la pregevole formazione di un romanzo, nel quale un maestro di scrittura adegua lo stile allo stato d'animo, all'età e alla situazione, costruendo un mosaico che inserisce perfettamente le fasi della vita nel flusso irrevocabile del tempo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/07/2026
Assolutamente leggibili, questi racconti contengono una commistione di realtà e sovrannaturale, analisi psicologiche e irruzioni dell'inconscio, un ordine cronologico che rimbalza da un tempo a un altro e una polifonia di punti di vista. Hoffmann è un precursore della narrativa moderna.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 11/07/2026
Troppa carne al fuoco, troppe vicende che restano slegate, con un finale consolatorio che non dà un senso al caos narrativo. Manca un filo che tenga insieme le pietre, che rotolano ognuna per conto proprio. Skippy, anziché essere pietra angolare, come avrebbe dovuto, è solo un mattone tra altri
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 07/07/2026
Una calcolata e fredda ironia, espressa con una tecnica narrativa sopraffina, mostra quanto la finzione e l'ipocrisia vengano facilmente sopraffatte da improvvise crisi di sincerità, che non hanno altro scopo che quello di affermare una nuova finzione e una nuova ipocrisia.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 04/07/2026
K. mostra come l'equilibrio individuale e collettivo possan collassare sotto la pressione del caos, come la ricerca di ordine sia parte della natura umana. Il mite Florian vede distrutta la sua isola di senso, edifica una nuova stabilità, il cui successo lo lascerà però di nuovo cieco sul mondo.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 03/07/2026
Se la carica rivoluzionaria contro la tradizione è storia, resta la sensazione straniante di personaggi capaci di spiegare nei minimi dettagli sentimenti ed emozioni, ma incapaci di controllare quel che sta sotto le parole, e li spinge al crollo psichico e al suicidio con facilità disarmante
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 21/06/2026
Ottimo scrittore, non perde il controllo, spiega, mette note, uniforma e sterilizza. Nulla sfonda la corazza del parlar desueto. Se si avvicina il succo (dolore e morte) ecco la citazione che frena, distanzia e ironizza, al modo d'un aristocratico che non mostra l'abisso perché non è comme il faut
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/06/2026
I 155 capitoli hanno 10^273 modi diversi di lettura, una vera "pataletteratura" nel senso patafisico. Un magistrale spin off a L'Anima e le Forme di Lukacs, con la distanza tra le idee e la realtà della vita, dove la rinuncia al senso genera infinite ricerche. E molto altro in questo capolavoro
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 18/06/2026
Nella narrazione siamo nodi di una rete di significati, nelle storie sui social siamo nodi isolati in una rete di dati. La perdita della narrazione è crisi di un'epoca individualista ferma nel presente, priva del mondo simbolico dei miti fondanti. Non sapendo chi siamo stati, non sappiamo chi saremo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 13/06/2026
Descrizioni assolute che si susseguono su una metafora geografica. Personaggi amorali e feroci senza cattiveria, che tra la tomba e loro stessi hanno solo una sottile striscia di terra. Scrittura magnifica, finale allegorico per dire che la vita è una danza nell'insensato
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/05/2026
I totalitaristi del '900 analizzati. Sindrome dell'accerchiamento, creazione di un nemico immaginario, povertà interiore, aggressività preventiva ingiustificata, autotropia (qualsiasi prova contraria alimenta la tesi paranoica). Senza fare nomi, facile trovare esempi anche nel terzo millennio.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 17/05/2026
Tutto è spiegato senza chiaroscuri o visioni alternative, donando al lettore un cubo di Rubik già fatto. L'io narrante, con l'età mentale di un sedicenne, è troppo tardi consapevole di vacuità; l'università è dipinta nella sua ovvia miseria etica, i personaggi sono trasparenti fino all'invisibilità
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 15/05/2026
Metafore e visioni, un mondo disfatto che regala dolore e morte. Suttree non ha futuro e cerca il passato, spreca e beve, accetta il bene e il male. Harrogate è la figura tragica, emblema del fallimento nella scomparsa dei protagonisti. Descrizioni magistrali, naturalismo privo di buon odore.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 08/05/2026
Metascrittura negativa: un romanzo sull'incapacità di scrivere un romanzo. Soprattutto un diario dolente sulla fine dei rapporti, come nodi fatti male che a tirarli si sciolgono subito. Le ricerche compulsive del protagonista sono l'ultima risorsa per connettersi all'incomprensibile fine del tempo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 07/05/2026
Al modo di Borges, impossibile distinguere il vero dal falso in queste biografie che scorrono veloci e fascinose. Da sottolineare la maestria nella sintesi, dove l'esposizione fulminea del piccolo particolare accomuna in un identico quadro personaggi illustri o sconosciuti
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 03/05/2026
I pensieri della donna sono taciuti, a contrasto con i ragionamenti contorti dei due uomini, resi docili strumenti d'una volontà che si impone con ordini essenziali e concisi. Il vero simbolo della donna sono le due barche col suo nome, con cui li traghetta verso un destino deciso da lei.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 02/05/2026
Come in Harry a pezzi di Allen, von Neumann viene descritto e sezionato da un coro di colleghi, amici e parenti. Bomba atomica, teoria dei giochi, il computer Maniac antenato dell'AI generativa, ladro di idee altrui, bene e male mischiati in un cervello e in una vita assolutamente eccezionali.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 29/04/2026
La parresia, l'attività di chi dice la verità, esaminata nel suo sviluppo quale cura di sé, allineamento tra pensare onesto e agire onesto. Nell'attuale parata di maschere che costituisce l'io, e sotto le quali non c'è nulla, nel gioco dei social e della politica, la parresia è ancora possibile?
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/04/2026
Nella diaristica descrizione delle condizioni di prigionia in Siberia, non c'è traccia di malanimo, odio o recriminazione, ma solo una profonda e dolente empatia, uno sguardo di comprensione e tolleranza privo di enfasi o retorica
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 14/04/2026
Nascosta nelle pieghe di un appassionato intreccio di miti e adattamenti, filtrati al femminile, la constatazione cruda che nessuno dei personaggi principali si salva, né dèi né umani, da un'analisi caustica che rivela doppiezze, crudeltà e meschinerie sordide
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 11/04/2026
Sopra la struggente nostalgia di un mondo perduto, si distende il velo minuzioso della realtà, descritta con grande capacità ed esattezza. Il velo è così sottile da lasciar intravedere, tra i chiaroscuri, quello Spirito che l'autore insegue e indica continuamente, pur senza speranza di definirlo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 05/04/2026
Il super-io è svanito dal simbolismo della realtà, che non vieta più, anzi permette tutto. Però non è stato eliminato, si è trasferito nell'interiorità, quale necessario opposto logico al "tutto è lecito". Armonizza questi opposti un "fantasma", che crea scenografie per sopportare la scissione.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 05/04/2026
Lenin e Stalin hanno perpetuato la millenaria tendenza alla schiavitù del popolo russo. Dopo aver eliminato la libertà esteriore, Stalin ha cercato inutilmente, pur con i massacri degli anni '30, di eliminare la libertà interiore, il suo incubo fino alla morte
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 28/03/2026
Anche in forma di soggetto e sceneggiatura, risalta la nitida forza di uno scrittore rigoroso ed efficace, attento alla nobiltà dello sforzo collettivo, al senso del mistico e della dirittura morale, che alimentino la speranza di una vita migliore.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 27/03/2026
Uno stile essenziale, che sfiora l'intelletualismo ma sa colpire le emozioni. Un susseguirsi alla Stoner di vita, dolori, perdite, trattati però con dolce distacco, dove tutto è descritto come Altro, e l'Altro è chi scrive.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/03/2026
Dove la forza irragionevole del desiderio e della passione, prodigiosamente salda in noi stessi, si rivela fragile e aleatoria nello scontro con l'altrui irragionevole forza del desiderio e della passione
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 20/03/2026
La differenza è immanente, è la realtà, un campo senza centro, senza fondamento, teatro di molteplici eventi in continuo rapporto e creazione. La ripetizione è una finzione, esiste solo una serie continua di differenze che noi cristallizziamo nel linguaggio con atti di potere.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 04/03/2026
La scrittura simula l'asfissia, la perdita di sé stessi, il vagare in metaforici o fisici labirinti dove esiste solo il caos, materiale e immateriale, e malgrado tutto se ne ricava un senso, una storia sul potere del caso chiamato coincidenza, una fede nell'infinitamente grande, fratello del nulla
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 22/02/2026
Scoprire che tutte le aspettative e le illusioni famigliari vengono tradite o sono false, chiudere il rancore dentro di sé fino a preferire la morte, peraltro senza che nessuno capisca, nella perfetta tragedia dell'incomunicabilità.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 11/02/2026
Passioni e tradimenti resi con uno stile da romanzo gotico ambientato nell'interiorità dell'io narrante, che tenta di dominare impulsi segreti e un erotismo magnetico, senza riuscirci nei fatti, ma esecrandoli a parole in obbedienza a una rettitudine esteriore da difendere a ogni costo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 09/02/2026
Il passaggio nel '700 e '800 dal concetto di "suddito" a quello di "popolazione" trasforma la medicina in fattore amministrativo di intervento collettivo. Insieme alla pubblicità, alla statistica, alla politica e al giornalismo, è uno strumento di influenza e controllo esteso a tutti gli ambiti
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 08/02/2026
La prosa lucida, puntuale e sintetica, priva di sbavature, anima questo struggente testamento nel quale la vita, dalla giovinezza alla maturità, è immersa nella più profonda bontà e benevolenza, impregnata di candore anche descrivendo il feroce annientamento un'epoca che si credeva eterna e felice
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 04/02/2026
Sguardo impietoso, su un Paese razzista, d'una ragazzina nera negli anni '30. La bella scrittura, dolente e tonda, descrive con ironia esistenze deprivate, con una linea narrativa solida, dove ogni giorno ne prepara un altro che non mira al futuro, ma solo a delusioni e lotta per sopravvivere
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 01/02/2026
Lo scrittore da sempre religioso trova infine, nel gioco linguistico del cattolicesimo, il conforto dell'esser trascinato via da sé stesso, costruendo con le rigide e fragili regole della religione un paradosso, che è al tempo stesso una cella di arida dottrina e una salvezza dal cieco fideismo
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 30/01/2026
Non si sfugge al linguaggio e alle sue conseguenze sugli altri. Nella concretezza della terapia esso svela le circolarità che imprigionano un paziente, da scardinare col paradosso. Nel qui e ora, i cambiamenti nelle regole del gioco possono correggere patologie, chiarendo ciò che si nasconde
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 26/01/2026
L'illusione (vitale per il capitalismo) che le aspirazioni siano realizzabili, muta nella delusione della classe disagiata, istruita ma senza lavoro né riconoscimento, che deve diventare sé stessa senza speranza di riuscirci. Il mito della felicità è crollato, si deve creare quello dell'infelicità.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 23/01/2026
La tragedia di una donna che costruisce misticamente sé stessa, immolandosi muta e fervente a un anaffettivo feticcio maschile. La sua insana e profonda ambizione: essere riconosciuta da lui, non sarà esaudita neanche quando la morte susciterà nell'uomo fievolissimi ricordi.
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 21/01/2026
Poiché l'unità significativa del mondo è perduta, la letteratura s'illude di restiturla in un'opera. Per nutrire questa illusione si sacrifica la vita a una forma estetica, condannandosi a inseguire una sensatezza irrimediabilmente celata nella caotica molteplicità del reale
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 19/01/2026
Un linguaggio tra Saint-John Perse e il Lonfo di Maraini, dunque dizionario alla mano o fede nell'onomatopea. L'acqua, metafora dell'interiorità disfatta del protagonista, monta fino a condurlo al suo destino; i personaggi secondari sono dannosi scogli sui quali naufraga la forma della narrazione
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Mauro De Zordo @draganetec.bsky.social · 10/01/2026
Prendendo per vera l'ipotesi che solo quel che non è mai accaduto è il tormento della memoria, se ne ha un buon esempio qui, dove il protagonista viene annientato dalle proprie rinunce, divenendo il triste archetipo di ciò che ognuno di noi cela nel segreto dei ricordi
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